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NAPOLI INCONTRA MARSIGLIA: il noir e la città
a cura di Luciana Scepi
Lincontro
Napoli - Marsiglia si è concluso in parità.
Non si è trattato, come potrebbe sembrare, di una partita
di calcio; ma di un tentativo di gemellaggio o almeno
di stretta parentela- tra le due città mediterranee
in nome del noir. Tentativo in parte riuscito, nel senso che
non è scorso il sangue, e in parte no.
Liniziativa è partita dallIstituto francese
Grenoble e in particolare dalla sua direttrice Danièle
Rousselier, scrittrice e cultrice appassionata di polar.
Gli ospiti marsigliesi di tutto rispetto sono stati Philippe
Carrese e Gilles Del Pappas. Essi si sono confrontati
con scrittori napoletani in due distinti incontri.
Il primo si è svolto il 21 Giugno alla libreria Feltrinelli
di Piazza Dei Martiri con il sostegno di Napolifilmfestival
e di NapoliNoir. Gli interlocutori
napoletani sono stati Diego De Silva e Giuseppe
Grispello, moderatrice la giornalista Santa Di Salvo.
E subito emersa la prima difficoltà: i marsigliesi
non parlavano lItaliano e i napoletani non parlavano
il Francese. Cè voluta tutta la buona volontà
di Santa Di Salvo e di Danièle Rousselier, perché
la conversazione non perdesse di ritmo e di piacevolezza per
il pubblico.
Santa Di Salvo ha affrontato subito il tema dellincontro,
e cioè le affinità tra Napoli e Marsiglia, ricordando
che sono state ambedue colonie greche e che presentano tuttora
caratteristiche analoghe come la mescolanza di razze e carenze
socio-economiche.
Philippe Carrese ha confermato tali affinità.
Egli si sente fedele alle sue radici mediterranee (tra laltro
discende da una famiglia di Castellammare di Stabia). Autore
televisivo, disegnatore, amante del jazz, oltre che scrittore
prolifico quasi tutti i suoi romanzi sono stati pubblicati
dalla prestigiosa casa editrice Fleuve Noir- è un personaggio
molto interessante. Negli anni '90 ha deciso di testimoniare
la propria città in forma di romanzo noir, affrontando
tutti gli argomenti che fanno di Marsiglia un mondo a parte:
la pessima economia, la disoccupazione,la criminalità,
il profondo divario tra la città turistica e la dura
quotidianità. Quando viene a Napoli,ha detto,si sente
a casa perché vi ritrova gli stessi caratteri e problemi
di Marsiglia.
Anche Gilles Del Pappas, di origini greche e vincitore
del 42° Gran Premio letterario di Provenza per il complesso
delle sue opere, è convinto che città dure come
Napoli e Marsiglia ispirino solo romanzi noir: lunico
genere, sostiene, che permette allautore di parlare
di politica, di violenza, di poesia e, soprattutto, dei problemi
quotidiani che interessano alla gente.
A questo punto Santa Di Salvo ha domandato agli scrittori
napoletani se hanno trovato il ritratto di Marsiglia simile
a quello di Napoli.
Diego De Silva, con un passato di avvocato ma oggi scrittore
a tempo pieno (Tra i suoi romanzi ricordiamo il bellissimo
Certi bambini, pubblicato da Einaudi, da cui recentemente
è stato tratto un film) comincia il suo intervento
con una provocazione: superare le distanze con affinità
a che serve? Ogni città ha le sue peculiarità
che la distinguono dalle altre.
Vivendo in unaltra città De Silva confessa che
quando torna a Napoli si sente sempre in un altrove:
Ha accettato volentieri di partecipare a questo incontro,
dice, anche se non è un giallista. A lui interessa
parlare dei bambini, del dolore dei bambini. E il dolore che
si racconta attraverso la letteratura si somiglia in tutto
il mondo. Il suo romanzo Voglio guardare è
stato definito dallEspresso noir senza che
lui lo volesse. Gli interessa esplorare le zone buie della
psiche umana e parlandone non pensa di scrivere noir.
E intervenuto poi Giuseppe Grispello, invitato
da Santa Di Salvo a rispondere alla domanda: La nostra realtà
può essere raccontata solo con i colori del giallo?
Grispello ha scritto alcuni romanzi, tra cui ricordiamo Il
mistero di Castel SantElmo Intrigo a Posillipo
Black Partenope, che come appare evidente dai
titoli sono ambientati a Napoli. Egli, però, ha rivendicato
con simpatica sincerità la sua vocazione di intrattenitore,
che vuole divertire il pubblico dei suoi lettori con una trama
ben congegnata e un finale rassicurante. Cosa che gli riesce
benissimo, a giudicare dal successo dei suoi libri.
Lincontro si è concluso, come abbiamo detto allinizio,in
parità: nel senso che, in nome di una letteratura che
non conosce barriere,ognuno degli scrittori convenuti continuerà
supponiamo- a percorrere la strada scelta per raccontare
la sua realtà.
Il secondo incontro con i marsigliesi si è svolto due
giorni dopo, il 23 Giugno, nella sede del Grenoble.
Invitati a dialogare con Carrese e Del Pappas erano Renata
De Martino, autrice di 4 piume per lassassino
(Edizioni Avagliano) e il magistrato Nicola Quatrano, che
però non si è presentato, pensiamo per improrogabili
impegni professionali. Moderatore il giornalista Felice Piemontese,
che ha guidato la conversazione con garbo e competenza.
Gli scrittori marsigliesi hanno sostanzialmente ribadito quanto
già avevano dichiarato nel precedente appuntamento.
Renata De Martino ha tenuto a sottolineare di aver
raccontato la sua storia, ambientata nei Quartieri Spagnoli,
con ironia e senza intenzione di scrivere un noir.
Lelemento più interessante di questo secondo
incontro è stato la proiezione di un breve filmato
su Marsiglia.
Lo splendido bianco e nero ci ha mostrato la realtà
dura, di cui parlava Carrese, con immagini di vecchi, donne,
bambini, luoghi, dense di crudele tenerezza.
Quando si sono riaccese le luci una spettatrice ha commentato
commossa: Questi stanno più inguaiati di noi!.
Niente di meglio per dimostrare che il Sud è uguale
in tutto il mondo.
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