TRE PICCOLE REGOLE

a cura di Luciana Scepi

UN LETTORE ANNOIATO E’ UN LETTORE PERSO.
La prima regola da osservare è che qualunque sia l’argomento che tratti (a meno che tu non voglia scrivere un trattato di biogenetica, sebbene…) bisogna preoccuparsi di chi sta dall’altra parte, cioè del lettore. Un lettore annoiato è un lettore perso. E se il primo lettore di un’opera di esordio è un editore la cosa si fa spiacevole.

Dunque prima  regola : non annoiare il lettore, ma stimolarne subito la curiosità.

SCRIVERE E’ COMUNICARE:
un’idea, un sentimento, un’esperienza o anche, se vogliamo, una ricetta di cucina.
Se il tuo primo lavoro (ma vale anche per il secondo, il terzo…) ottiene il rituale abominevole cortesissimo rifiuto, hai due possibilità: o pensi che ‘non’ sei stato capito e ti rifugi nell’isola dei geni incompresi; o ti chiedi: perché non è piaciuto? Perché non sono riuscito a comunicare la mia buona idea, il mio profondo sentimento, la mia interessante esperienza di vita?
E ti rimbocchi le maniche.
C’era una volta la laureanda in Lettere, aspirante giornalista, che riuscì ad infiltrarsi nella redazione napoletana de Il Tempo come sostituta dei redattori assenti, alias tappabuchi. Dopo qualche mese di grigio lavoro, il Direttore forse per simpatia o per metterla alla prova le propose di svolgere un’inchiesta sulle trasformazioni dell’Ateneo napoletano da Francesco De Sanctis in poi, da pubblicare a puntate con la firma.
La nostra laureanda era al settimo cielo: fece ricerche (all’epoca non esisteva Internet) alla Biblioteca Nazionale e all’Istituto di Storia Patria, consultò archivi ed enciclopedie. Dopo una settimana consegnò orgogliosa il suo lavoro. Il Direttore vi dedicò una decina di minuti, poi disse seccamente: “Questa è una lezione di storia. Il giornalismo è un’altra cosa. Rifallo.”
La laureanda ricominciò tutto da capo, ma battendo un’altra strada. Fece interviste a qualche professore e a molti studenti, che alternò ai pezzi storici. Ne sortì un confronto diretto tra passato e presente, talvolta serio talvolta scanzonato, ma mai noioso. Il lavoro fu pubblicato.

La seconda regola, dunque, è: non scoraggiarsi mai.

L’AUTORE IN CERCA DI EDITORE.
E’ fondamentale evitare lo sbaglio che molti principianti (compreso chi scrive) commettono all’inizio mandando la loro opera completa a Editori che non trattano il genere o non pubblicano autori esordienti (talvolta per alcuni generi si escludono a priori gli autori italiani) oppure che preferiscono ricevere una sinossi dell’opera completa più un paio di capitoli come assaggio.

La terza regola, pratica ma fondamentale, è: Informarsi, Informarsi, Informarsi.

Per conoscere quali sono gli Editori interessati al tuo genere e, soprattutto, meglio disposti verso gli esordienti, un aiuto prezioso lo offre Internet, se si ha la pazienza di contattare tutti gli editori presenti sul mercato. Io consiglio anche di leggere il libro di M. Grazia Cocchetti “L’autore in cerca di editore”, edito da Editrice Bibliografica.

E ora non mi resta che augurarti In bocca al lupo!