NAPOLETANI ALLA SHERLOCKIANA
di Luciana Scepi



Cari amici di Napolinoir,
oggi eccezionalmente vi parlo di me e vi racconto la trasferta a Pavia e Milano, dove ho presentato il mio romanzo “La Morte viene dal Mare”, insieme all’editore Veronica Todaro e a Tecla Dozio, direttrice dalla collana ‘Le impronte’ nonché fondatrice e animatrice della mitica ‘Libreria del giallo’, detta la Sherlockiana.
Mia compagna di viaggio e di avventura Marina Cabianca, curatrice del nostro sito.
Siamo approdate a Milano alle 15 di venerdì 10 marzo e siamo state accolte da un clima primaverile, delizioso ma poco compatibile con l’abbigliamento pesante indossato alla partenza da una Napoli fredda e piovosa. Ricordate Totò e Peppino a Milano? Beh, uguale...
Alle ore 16 e rotti ci ha accolto il confortevole albergo Admiral, reso suggestivo dai cimeli dell’ammiraglio Nelson e dalla presenza di un club dedicato all’agente 007. Su alcuni inconvenienti di carattere volgarmente pratico facciamo calare un rispettoso – per i cimeli – silenzio.
Una doccia e un breve riposo e poi di corsa alla libreria del giallo, dove ci hanno accolto Tecla Dozio e Veronica Todaro.
Avevo conosciuto Tecla agli inizi di Febbraio, quando è venuta a Napoli per presentare con Diana Lama il libro di Ugo Mazzotta. Un incontro breve ma sufficiente per apprezzare le sue qualità intellettuali e umane che ne fanno una donna decisa, temuta e amata allo stesso tempo.
Veronica, invece, era stata solo una simpatica voce al telefono, sempre gradita perché abitualmente chiamava per darmi buone notizie. Conoscerla di persona è stata una conferma dell’impressione a distanza: è una giovane donna appassionata del suo lavoro, piena di calore umano e, il che non guasta, amante dei gatti.
Il tempo di annusare l’odore della collezione più completa di gialli d’epoca e via alla ricerca del Lions Club di Stradella - Broni - Montanino.
Chiacchiere in auto, strade sbagliate, sigarette fumate a turno per non inquinare l’abitacolo e finalmente l’arrivo al locale scelto dalle socie dei Lions per la serata in giallo.
L’accoglienza calorosa ha sciolto il freddo gelido che ci aveva irrigidito all’ingresso. Salone affollato da signore eleganti, uomini pochi ma ben disposti, qualche autorità locale. Benvenuto cordialissimo della Presidente Ivana Truffi, validamente affiancata dalla bionda cerimoniera, seguito da una cena raffinata ispirata al giallo servita su belle tavole ornate di fiori rigorosamente gialli. Il preludio mondano sembrava suggerire all’autrice, all’editore e all’editor un dopocena leggero e frizzante sul tema annunciato del giallo ala femminile.
Niente di più sbagliato. Il gong suonato dalla presidente dopo il caffè ha segnato l’inizio di un incontro serrato tra noi e un pubblico attento e intelligente. Tecla Dozio ha parlato della presenza delle donne, minoranza agguerrita, nella storia del giallo (il suo intervento verrà pubblicato a parte sul sito Napolinoir). Dopo Tecla ho parlato io, poco del romanzo, molto della mia città, che nel bene e nel male lo ha ispirato e che non merita di essere vista da alcuni come meta pittoresca a uso dei turisti e da altri come città della malavita da evitare accuratamente.
Il discorso ha funzionato a giudicare dal dibattito vivace che lo ha seguito.
Siamo ritornate a Milano, allegramente sonnacchiose, alle 3 di notte!

Sabato mattina, dopo un sonno ristoratore, mi sono recata con Marina alla libreria del giallo, dove alle 12 era prevista la presentazione del mio romanzo a giornalisti e appassionati. Abbiamo avuto il tempo di familiarizzare con la presentatrice Elisabetta Bucciarelli, giornalista, autrice di cinema e teatro e del suo primo thriller – Happy Hour (Mursia editore) di cui vi parlerò in altra sede.
Intanto cominciava ad affluire il pubblico attratto – sospetto – dall’aperitivo con pizza napoletana annunciato dalla stampa!
Tra il pubblico, comunque, si notavano alcune presenze certamente disinteressate: parenti e amici dell’autrice, giunti anche da lontano, più un simpatico bulldog francese che ha raccolto i maggiori consensi. Non si poteva dire, perciò, che alla presentazione non ci fosse nemmeno un cane...
A parte gli scherzi, anche questo incontro è andato molto bene grazie a Tecla e a Elisabetta che hanno stimolato l’interesse dei presenti mettendo a fuoco gli aspetti salienti del romanzo.
Alle 13.30 sono arrivate, puntuali e fumanti, le pizze napoletane che io non ho assaggiato, impegnata prima a firmare autografi e poi a sostenere l’intervista di un giornalista simpatico ma molto padano...

L’avventura continua!

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