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LA SCUOLA NAPOLETANA
di Gian Franco Orsi
Alcuni
mesi fa ci siamo parlati al telefono Diana ed io, a proposito
del volume Killers & co. che ho curato per
la Sonzogno ed in cui cè anche un suo bel racconto
napoletano. Amici da tanto tempo, abbiamo chiacchierato come
al solito di mille cose, ma su una in particolare mi premeva
attirare la sua attenzione: la nascita di un gruppo di giallisti
partenopei disposti a promuovere iniziative culturali sul
poliziesco in ambito cittadino.
Le
ho ricordato che esiste dal 1990 la scuola bolognese,
composta da 13 scrittori, da Macchiavelli, Fois, Luccarelli
a Daniela Comastri Montanari. Dal 1993 la scuola milanese
pilotata dal vulcanico Andrea G. Pinketts. Lultima scuola,
quella romana, è nata lestate 2002 grazie al
giudice Giancarlo De Cataldo, il sociologo Sergio Kraisky,
la psicanalista Patrizia Pesaresi, interessati a fare di Roma
il centro delle loro indagini narrative. Lhanno chiamata
profondo giallo.
Ci
mancava la scuola napoletana ma il campanello è suonato
ed in classe si sono presentati per il momento in quattro
(Diana Lama,
Luciana Scepi,
Giuseppe Cozzolino
ed Enzo
Sarno). A fine Novembre, apriranno un sito dove sarà
possibile conoscere i loro programmi, le loro novità,
stabiliranno un contatto diretto con i lettori tramite la
posta; comunicheranno in quali librerie gli appassionati potranno
incontrare i loro autori ed in quali teatri potranno seguire
spettacoli e ascoltare musica.
Diana
Lama ha mille vite ed una grande energia vitale. Madre attenta
e premurosa di folta nidiata, medico scrupoloso e prima lettrice
e poi scrittrice di mystery, come giallista ha già
felicemente colpito nel segno, vincendo il premio Alberto
Tedeschi con un romanzo scritto con Vincenzo De Falco, organizzando
cene con delitto e spettacoli teatrali con testi scritti appositamente.
Lultimo che ha destato un certo scalpore è stato
quello con due personaggi particolari: Hannibal the Cannibal
e Cappuccetto Rosso. Mica male.
Le
premesse che questo gruppo faccia cose interessanti ci sono
tutte: gli autori motivati, una metropoli vivace in quanto
a crimini reali e virtuali, lettori pronti ad ascoltare a
voce e a leggere sulle pagine i mille sussurri e le mille
grida provenienti da una Napoli in continua ebollizione sotterranea
come il suo vulcano.
Ricordo
i miei viaggi annuali in America come direttore dei gialli
Mondatori: mi meravigliavo delle numerose associazioni di
scrittori di gialli, dei loro affollatissimi meetings, dei
premi assegnati ad opere prime, ai racconti, agli sceneggiati
e in Italia niente. Erano gli anni Settanta-Ottanta e mi rammaricavo
che nel nostro paese non ci fosse nulla del genere ma non
cera perché il giallo italiano non esisteva o
stentava ad aprirsi un varco. Poi a partire proprio dagli
anni Ottanta una vera e propria rivoluzione grazie alla volontà
degli editori anche piccoli di scoprire e lanciare talenti
italiani, all interesse dei lettori per le nuove proposte
e alle scuole nate negli anni Novanta.
Oggi
le firme nostrane sono note ed apprezzate anche allestero
e quelle napoletane hanno la loro punta di diamante in Attilio
Veraldi, per non parlare di Ferrandino
Benvenuta scuola
napoletana del giallo. Sono convinto che i quattro moschettieri
del thriller partenopeo sapranno animare, arricchendolo, il
mondo letterario della città che aspettava che qualcuno
battesse un colpo
di pistola a salve.
Gian
Franco Orsi è giornalista, traduttore, per anni
direttore de Il Giallo Mondadori, I Classici del Giallo, Segretissimo,
Urania, curatore di molte collane di narrativa di genere.
Autore di saggi sulla letteratura mystery, presidente della
sezione italiana della International Association of Crime
Writers, è uno dei maggiori esperti di narrativa gialla
in Italia
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