È MORTO IL POETA DEL GIALLO
Omaggio a Ed Macbain
di Diana Lama


Il mondo del giallo è in lutto, e non solo. Perché insieme a Ed McBain è morto Evan Hunter, e Salvatore Lombino, che era il vero nome di questo scrittore magnifico e prolifico che ha rivoluzionato il genere che noi tutti amiamo.
Lasciando da parte il doveroso omaggio ad Evan Hunter e al suo capolavoro, Il seme della violenza, da cui è stato tratto un film altrettanto bello e famoso, e gli altri romanzi, le sceneggiature – tra cui Gli uccelli di Hitchcock – e altro ancora, vorrei ricordare qui in particolare l’inventore dell’87° distretto e di altri gialli universalmente apprezzati.

Ed McBain è stato per me – e credo non solo per me – il poeta del giallo. Nei suoi libri, nelle descrizioni della città, la mitica Isola che altri non è che New York vista con gli occhi di un poeta, nello scavo delle anime dei suoi personaggi, vittime e colpevoli, ha saputo mettere il cuore e il cervello, del grandissimo scrittore che è stato.
Queste poche righe che scrivo per lui sono l’unico modo che ho per pagare il mio debito di stima, affetto e ammirazione alla persona per merito della quale ho iniziato a leggere gialli, e in seguito, a scriverne.

Fu infatti il suo: 87° Distretto? Parlate più forte!, Giallo Mondadori N° 1332 a spalancarmi in età adolescenziale le porte di quello che per me è stato il paradiso letterario in cui ancora oggi mi perdo. Insieme a questo libro ce ne sono altri tre che hanno segnato il mio ingresso nel mondo dei lettori di gialli, ma i loro autori non hanno prodotto altro, almeno nient’altro che io abbia letto ed amato, mentre di Ed McBain ho tutto, tutti i libri che sono usciti in Italia, prima col mitico GM e poi con altre collane. Li ho letti, li ho collezionati, ho litigato con i miei fratelli per il possesso di qualche numero introvabile – ognuno di noi aveva la propria collezione.

Ho letto e apprezzato anche la serie di Mattew Hope, ma per me resta insuperabile l’87°, una serie unica nel suo genere, scritta con uno stile inimitabile e prolifica senza mai annoiare o ripetersi. I romanzi tratteggiano le vicende di un distretto di polizia, con la varia umanità, colpevoli e innocenti, poliziotti, vittime, assassini e gente coinvolta per caso, e soprattutto la città, la città che è viva come una femmina, crudele e innocente come una donna vera.
Alcuni di questi thriller sono belli, altri molto belli, la maggior parte, specie i primi venti o giù di lì, capolavori assoluti nel loro genere. Non so spiegarmi meglio di così, d’altra parte chi di voi li ha letti lo sa benissimo, e chi non l’ha fatto, beh, potrebbe essere il momento giusto per cominciare e per capire che grande scrittore il mondo del giallo abbia perso.

Anche se perso non è la parola giusta, perché Isola, e Steve Carella, Meyer Meyer, Cotton Hawes, Bert Kling, Il Sordo etc etc sono vivi nei suoi libri per sempre ed è vivo lui, Ed McBain, Evan Hunter, Salvatore Lombino, con i suoi occhi celesti, il ciuffo di capelli neri e la faccia e il sorriso da italo–americano di seconda generazione che mi ha sempre fatto pensare: dopotutto, è anche un po’ nostro.

Grazie, Ed McBain, grazie di tutto cuore da parte mia, e di milioni di lettori in tutto il mondo.


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