“LADRI DI SOGNI”
Storie di camorra e infamità a teatro

di Giuseppe Cozzolino

 

Chi sono i “ladri di sogni”? Quale ruolo hanno giocato nella definizione del nostro destino e di quello di un’intera città? Si può fare qualcosa per fermarli e dire basta?
A queste semplici quanto fondamentali domande, ha provato a rispondere lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Peppe Cementano e Vincenzo de Falco, la cui prima si è avuta giovedì 22 settembre alle ore 21 presso il Teatro Diana.

In occasione del ventennale della scomparsa del giornalista de “Il Mattino” Giancarlo Siani, eliminato dalla camorra per le sue inchieste “scomode” e “pericolose” su determinati establishment e potentati (incentrate anche sulla commistione fra politica e criminalità organizzata), il duo creativo De Falco/Celentano (l’uno abile scrittore di gialli, l’altro attore di straordinaria professionalità) scoverchia il cuore nero di una Paternope incancrenita dallo strapotere camorristico. Dapprima tracciando un excursus storico denso di contributi musicali e filmati, all’interno di un cimitero sotterraneo disseminato da teschi (scenografia curata da Pierre Gratet), omaggio alla Napoli sotterranea e a quell’entrata per gli Inferi di cui accennano sovente le mitologie mediterranee. Poi mettendo in primo piano le vicende e le testimonianze di coloro che furono alcune delle tante vittime. Si parte da un dialogo tra un misterioso guardiano di sogni (Celentano stesso) e un certo giornalista-professore (Peppe Miale) di cui scopriremo l’identità, successivamente) per poi assistere alla desolata parata di vittime che spesso nulla avevano a che vedere con gli sporchi affari del crimine organizzato e che, talvolta, si trovavano soltanto nel posto sbagliato nel momento sbagliato (come nel caso della povera Silvia Ruotolo).

La piece, divisa in due atti, è interpretata da una galleria di convincenti interpreti (fra gli altri, una convincente Gabriella Cerino nel ruolo drammaticamente simbolico della “madre”) si rivolge ad un pubblico di giovanissimi – in particolar modo a quelli delle scuole – e paga nella seconda parte un briciolo di didascalia. Tuttavia la sua efficacia e intensità rimane indiscutibile. Ed il gioco fra atmosfere gotiche, denuncia sociale e climax –con l’ausilio di musiche e canzoni (curate da Fabrizio Romano) in grado di cogliere nel segno.

Come affermano le note di produzione, quest’opera “nasce da una esigenza sentita e fortemente voluta dalla produzione: far conoscere e riconoscere ai giovani, quegli errori che sono parte integrante della nostra storia passata e recente. Una storia che troppo spesso finisce per essere dimenticata, assorbita da contingenze più attraenti e telegeniche. La rappresentazione cerca di passare il testimone della consapevolezza agli uomini e alle donne di domani, nella fondata speranza che i sogni di cui sono stati derubati i protagonisti dello spettacolo possono essere riportati in vita dai destinatari del messaggio. “

Con questo spettacolo, la produzione e gli autori “collaborano al progetto, orgogliosi di dare il loro contributo, seppur minimo, al cammino verso la legalità che innanzitutto è fatto di conoscenza. Il silenzio e l’ignoranza sono i maggiori complici dell’accrescimento della violenza e dei sistemi illegali dai quali i giovani rischiano di essere adescati”
Fra le iniziative previste, l’allestimento di una mostra permanente, in collaborazione con il quotidiano “Il Mattino”, che metterà a disposizioni di tutti, foto ed articoli sui personaggi e sugli avvenimenti che la commedia narra, per ricostruire ed analizzare il fenomeno camorra nella sua realtà storica ed attuale.
Fonte d’ispirazione e orientamento, indicata dagli stessi autori, è inoltre quello splendido volume di Vittorio Paliotti che è “La Storia della Camorra”.

In definitiva, “Ladri di sogni” è un’esperienza da fare, uno di quei rari esempi di acuta riflessione unita a del sano intrattenimento.

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