
SOLO TRA RAGAZZE - IL LATO OSCURO DELLE DONNE
intervista a Diana Lama
a cura di Luciana Scepi
Oggi
abbiamo un’ospite speciale: Diana Lama, socio –
fondatore dell’Associazione NapoliNoir e perciò
ben nota a chi frequenta il nostro sito.
L’occasione è l’uscita del suo nuovo thriller
“Solo
tra ragazze”, edito dalla Piemme, che è già
nelle librerie e che verrà presentato alla Fnac
di Napoli dalla giornalista Santa di Salvo martedì
15 maggio, alle ore 18.
Il romanzo si svolge all’interno di una casa, che ha
un ruolo importante nella storia; in un’atmosfera pertanto
claustrofobica sette donne sono costrette a guardarsi tra
di loro e dentro di loro, con effetti devastanti.
Domanda:
Nel tuo libro osservi e indaghi l’universo femminile
con una perizia un po’ spietata, che ricorda l’anatomo-patologo
dietro il tavolo settorio o lo scienziato al microscopio.
C’entra in questo la tua specializzazione in cardiochirurgia?
Risposta:
Diciamo il mio passato da cardiochirurgo. Forse sì.
D:
Le protagoniste del romanzo sono talmente ‘vive’,
anche da morte, da far pensare che ti sia ispirata a persone
che conosci. È vero?
R:
In ognuna ci sono piccole parti di donne conosciute nel tempo
e molta fantasia.
D:
Dal momento che riveli gli aspetti più intimi e anche
meno edificanti delle donne, non temi di fare il vuoto intorno
a te?
R:
No, perché solo per un carattere c’è una
reale somiglianza e l’amica che l’ha ispirato
è una donna di spirito.
D:
Tenerezza o crudeltà: quale vorresti fosse la chiave
di lettura del tuo romanzo?
R:
Entrambe: amo le mie protagoniste, ma le ucciderei tutte.
D:
Nel tuo libro dominano le figure femminili. Dipende dal fatto
che conosci le donne meglio degli uomini o c’è
un’altra ragione?
R:
Trovo le donne più interessanti da analizzare: più
cattive tra loro, capaci di provare sentimenti più
forti di un uomo, come paura o gelosia.
D:
A quando un bel ritratto maschile?
R:
Nel prossimo romanzo, “La sirena sotto le alghe”,
l’investigatore è una bella figura maschile,
dotato però di una sensibilità quasi femminile.
D:
Tu sei l’unica giallista napoletana presente in importanti
antologie nere, come 'Fez Struzzi e Manganelli' e 'Il Ritorno
del Duca' (curate da Gianfranco Orsi per Sonzogno e Garzanti).
Quei racconti sono calati nella realtà napoletana,
che manca invece nei tuoi romanzi. Come mai?
R.
Nei racconti emerge la ma vena partenopea. Nei romanzi sono
attratta dalla psicologia femminile, sulla scia dei grandi
esempi di P. D. James, Ruth Rendell e Elisabeth George. Sono
due percorsi alternativi e vorrei continuare a praticarli
entrambi.
Ringraziamo
Diana Lama per l’intervista concessaci e la lasciamo
con molti auguri agli impegni di un fitto calendario di presentazioni,
che partendo da Napoli la porteranno n giro per l’Italia.
torna
in cima
|