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GRAIG DAVIDSON PRESENTA: FIGHTER.
a cura di Giuseppe Cozzolino
Giunge anche da noi, pubblicato dalle Edizioni BD,
il romanzo Fighter, considerato un formidabile caso editoriale
negli Stati Uniti e nel resto d’Europa. Il suo autore,
il canadese Graig Davidson, ha ottenuto il plauso di autori
del calibro di Bret Easton Ellis (American Psycho), Chuck
Pahalaniuk (Fight Club) ed Irvine Welsh (Trainspotting).
Il libro, cronaca dura ma efficace di un ring esistenziale
che coinvolge due giovani, il cinico e viziato Paul, ed il
sottoproletario Rob, figlio di un panettiere con uno zio pugile
che si esibisce in combattimenti clandestini. I loro destini
sono destinati ad incrociarsi in una lotta senza esclusione
di colpi. Davidson si è di recente recato nel nostro
paese (dall’8 al 16 Novembre) per promuovere il suo
libro.
Chi
è innanzitutto Craig Davidson e perchè si è
dedicato alla scrittura...
Ho
32 anni, sono canadese e vivo a Calgary. Sono diventato uno
scrittore perché non so cantare, non so suonare la
chitarra e non sono abbastanza bello per fare il gigolo. Scrivere
è l’unica cosa in cui sono abbastanza bravo.
Diversi
critici l'hanno accostata a Pahalaniuk e a Welsh. La cosa
la lusinga o la infastidisce?
Sono
onorato naturalmente. Spero di riuscire a fare carriera come
hanno fatto loro. Scrivere qualcosa che diventa un fenomeno
internazionale come Fight Club o Trainspotting, avere donne
che mi lanciano le loro mutandine mentre sto leggendo il mio
libro… okay, non credo che Palahniuk e Welsh abbiano
donne che lanciano loro le mutandine… comunque sì,
entrambi hanno molto influenzato il mio modo di scrivere e
è grandioso che abbiano letto e apprezzato il mio libro.
"Fighter"
è il libro che presenta in Italia. Qual'è il
tema e chi sono i protagonisti del libro?
Il tema
è il combattimento, non il boxare. Sono due cose differenti.
Parlo di come gli uomini nordamericani della mia generazione
siano un po’ fiacchi, insicuri su cosa fare della loro
vita e la storia parla di due ragazzi, Robert Tully e Paul
Harris, che tentano di essere uomini al giorno d’oggi.
Lei
considera quindi il pugilato "una nobile arte"?
Non saprei.
Una specie. La boxe allo stato puro sono due uomini sul ring;
un puro test di capacità, resistenza e coraggio. Visto
così è un’arte nobile. Ma la boxe come
sport è corrotta e piena di gente pazza che vuole solo
veder scorrere sangue. In questo caso direi che non c’è
niente di nobile.
Lei
è di origini canadesi. Cosa ama e cosa detesta di più
del suo paese?
Oooooooh,
questa è una gran domanda! Mi piace il fatto che siamo
duri, ruvidi e che principalmente siamo un paese molto unito.
Odio che siamo bloccati nel passato: facciamo grandi discussioni
sulla nostra storia, ma noi NON ABBIAMO una storia. Il nostro
paese ha solo 125 anni! È come se un bambino di 5 anni
celebrasse il suo compleanno e dicesse “ Beh è
bello, ma ricordo quando ne avevo tre di anni..” . è
stupido. Bisogna muoversi nel futuro, il passato è
per i fossili.
Non mi piace nemmeno la nostra cucina. Il nostro unico piatto
nazionale è il bacon. E il castoro (scherzo!!).
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