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AMOR VOLAT UNDIQUE
di Andrea
Carlo Cappi
La
direttrice dellescort service è solo una voce
al telefono. Lho sentita molto volte, ma non lho
mai vista di persona. Mi domando che aspetto abbia. Me limmagino
come la stagionata maitresse di una casa chiusa daltri
tempi, anche se invece di accogliere i clienti nel foyer mantiene
i contatti con e-mail e cellulare.
Tolgo la comunicazione.
Mentre cammino verso il Paradiso, penso che la serata si preannunci
interessante.
Mi
è sempre piaciuto lHotel Paradiso. La vista del
golfo di Napoli sembra quella di una cartolina.
Lei è bruna, bassa, piuttosto carina, occhi verdi dietro
il trucco pesante, capelli neri sciolti: anche lei è
una napoletana da cartolina, ma in versione zoccola. Il culo
è un po abbondante, ma da quando Jennifer Lopez
è diventata un sex symbol mondiale, i canoni della
bellezza si sono modificati. Indossa un abitino nero cortissimo,
niente calze, scarpe con tacco vertiginoso.
Comincio ad avere caldo. Mi tolgo la giacca nera di Trussardi,
allento la cravatta regimental di Marinella e apro il minibar.
Sei di partenza? chiede lei, occhieggiando il
biglietto aereo bene in vista sul tavolino.
Devo tornare a Torino domattina, rispondo, mentre
esploro lassortimento: prosecco, birra e bottigliette
mignon. Sono fortunato. A volte ci si trova solo acqua minerale
naturale. Altre volte il frigorifero è desolatamente
vuoto. Col mio mestiere ne vedo, di alberghi. Dovrò
alzarmi alle sette. Quindi vediamo di sbrigarci. Il
mio è il classico tono di un manager settentrionale
che non ha tempo da perdere. Ci vuole, con un certo tipo di
donna.
Decido io se mi devo sbrigare o no, dice lei.
Non mi aspettavo tanta determinazione. Ma tutto sommato non
mi dispiace.
Guardo tra le bottigliette e trovo un cognac. Cognac in frigorifero?
Mi rassegno a un Remy Martin in un bicchiere di foggia poco
adatta.
Verso da bere per entrambi, mentre lei si toglie le scarpe.
Poi si inginocchia davanti a me e mi abbassa la cerniera lampo.
Molto bene. Ha già capito chi comanda, qui. Mi massaggia
con cura, apprezzando la mia reazione. Il contatto della sua
lingua è una sensazione piacevole. Vedo che conosci
bene il tuo mestiere, le dico.
Lei non risponde. Conosce bene anche leducazione: mai
parlare con la bocca piena. Ma dopo mezzo minuto lascia la
presa e si rimette in piedi. Mi rivolge uno sguardo di sfida,
mentre beve un sorso di cognac.
Io aspetto.
Poi, inspiegabilmente, mi colpisce con un pugno in pieno stomaco.
Mi piego in due, cercando di riprendere fiato, ma lei ne approfitta
per darmi un calcio alla faccia. Mentre sono a terra mi accorgo
che ha le gambe muscolose. Deve passare parecchio tempo in
palestra, quella puttana.
Un altro calcio, stavolta nelle costole. Mi ritrovo a faccia
in giù sul pavimento. Lei mi afferra per la cravatta
e la tira allindietro. Ancora un po e mi strangola.
Stronzo, mi dice.
Non so cosa fare: in questa posizione non posso reagire. Sempre
tenendomi al guinzaglio con la cravatta, mi sfila i pantaloni
e i boxer. Con la camicia non va tanto per il sottile: i bottoni
saltano sul pavimento, li sento rimbalzare tuttintorno.
Mi rigira, lasciando andare la cravatta. Mi sta sopra a cavalcioni.
Non porta niente, sotto il minivestito. Se lo sfila da sola,
poi risale verso la mia faccia, a gambe aperte. Un richiamo
a cui non riesco a resistere, nemmeno in questa circostanza.
Quando lei decide che ne ha avuto abbastanza, ridiscende e
mi si innesta sopra. Fa tutto da sola, le occorrono solo pochi
minuti. Poi si rialza e mi guarda.
Fuori dalle palle, coglione, mi dice.
Mi rimetto lentamente in piedi, ancora dolorante.
Lei ora è sul letto e non mi guarda neppure.
Senza dire una parola, recupero dallarmadio la mia T-shirt,
i jeans e le scarpe con cui sono entrato in questa camera
mezzora fa. Esco, scendo le scale. Mi ritrovo fuori,
allaria aperta, che non è ancora mezzanotte.
Me ne capitano di donne strane, da quando lavoro per lescort
service. Questa non è lunica che mi fa imparare
a memoria una parte, perché si eccita di più.
Ma di sicuro è la più strana di tutte.
Dalla tasca dei jeans estraggo il portafogli che le ho fregato
dalla borsetta mentre lei era in bagno a travestirsi. Laura
Esposito: stando alla carta didentità è
nata a Napoli, ha trentanni e vive a Torino. Ci sono
un paio di carte di credito e una tessera che la qualifica
come manager di non so quale compagnia con un nome che sembra
americano.
Chissà se fa spesso questo giochetto.
E se ogni volta manda in tintoria il vestito di Trussardi.
Chissà poi di chi è, il vestito di Trussardi.
Sfilo i fogli da cinquanta, a integrazione del compenso dellescort
service, e butto il portafogli in un cestino.
La voglio vedere, domattina, quando si sveglia alle sette
per prendere il suo cazzo di aereo per Torino.
Quella puttana.
©Andrea Carlo Cappi 2003
www.mondonoir.it/cappi
Nato a Milano nel 1964, Andrea
Carlo Cappi è tra le figure più attive
nel campo del thriller in Italia. Traduttore e scrittore,
si tiene in equilibrio tra le nuove tendenze del noir e la
grande tradizione del romanzo di avventura e di mistero. Ha
pubblicato romanzi, saggi, racconti, fumetti e ha curato antologie
di autori italiani di genere. Per Edizioni Addictions dirige
l'unico mystery magazine italiano, M-Rivista del mistero e
la collana I Misteri di Addictions, che propone clamorosi
inediti e classici introvabili di autori italiani e stranieri.
Da anni è iscritto all'AIEP-Italia, la sezione italiana
dell'Asociación Internacional Escritores Policiacos/International
Association of Crime Writers. Ha condotto programmi radiofonici
e televisivi, presentato incontri letterari e tenuto corsi
di scrittura creativa: seguite le sue segnalazioni di pubblicazioni
e presentazioni nella rubrica Appuntamenti del mese. Cappi
è inoltre membro di www.alosi.it, agenzia letteraria
online, e curatore dei siti www.mondonoir.it e www.mondobond.com,
dedicati rispettivamente alla letteratura noir e alla spy-story.
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