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VIAGGIO IN ITALIA
di Raymond Benson
Grazie
al mio nuovo editore italiano, Alacrán
Edizioni, ho avuto la meravigliosa opportunità
di visitare l’Italia per la prima volta, allo scopo
di promuovere due dei miei libri e partecipare come giurato
al Courmayeur Noir in Festival.
Alacrán è stata fondata un anno fa dal mio buon
amico Andrea Carlo Cappi (già
traduttore di molti miei romanzi di Bond nella loro prima
edizione presso Mondadori) e dal suo socio Sandro
Ossola. Alacrán sta godendo di un notevole successo
editoriale in Italia. Dal momento che i libri non avevano
ancora avuto un grande lancio a livello nazionale, Andrea
si è assicurato i diritti per ripubblicare tutti le
mie avventure di 007, così come i miei romanzi originali.
Al momento ha in catalogo JAMES BOND 007-CONTO
ALLA ROVESCIA e PRIMA DEL BUIO,
mentre JAMES BOND 007-OBIETTIVO DECADA
e LE ORE DEL MALE escono la primavera
prossima. Mia moglie Randi mi ha accompagnato per buona parte
del viaggio, che si è rivelato un’esperienza
fantastica.
Martedì
29 novembre
Siamo partiti da Chicago il 28 novembre 2005, con scalo a
Monaco di Baviera, per arrivare a Napoli verso l’ora
di pranzo del 29. All’aeroporto ci aspettava Sandro
Ossola, proprietario e condirettore di Alacrán. L’inglese
di Sandro non è all’altezza di quello di Andrea,
ma più che sufficiente a comunicare e, in ogni caso,
di lì a due settimane e mezzo, sarebbe immensamente
migliorato. Sandro è un vero personaggio, un tipo simpatico
cui, guarda caso, piace la stessa musica di cui sono appassionato:
anche lui, come me, è un fan del rock progressivo italiano.
Dopo esserci registrati in albergo, (Hotel Paradiso, N.d.T.)
siamo andati a pranzo con Sandro e la sua fidanzata Ada, in
un bel posto vicino al porto di Napoli: abbiamo mangiato la
pizza, per cui Napoli è ben nota, e un bel po’
di mozzarella di bufala. Dopo pranzo Randi e io abbiamo passeggiato
sul lungomare. Aveva cominciato a piovigginare e del resto
il tempo sarebbe stato piovoso per buona parte della nostra
prima settimana in Italia. Si vedeva il Vesuvio all’orizzonte.
Quella sera Andrea e la sua fidanzata, la scrittrice Cristiana
Astori, sono arrivati da Milano. Avevo già incontrato
Andrea a Nizza nel 2000, durante le ricerche per il romanzo
MAI SOGNARE DI MORIRE (pubblicato
da Mondadori come I SOGNI NON UCCIDONO;
con il titolo corretto uscirà da Alacrán Edizioni
verso il 2007, N.d.T.). Andrea è un grande e parla
un ottimo inglese con un piacevole accento italiano. Cristiana
è divertentissima: Randi e io l’abbiamo trovata
davvero molto simpatica. Tutti e sei siamo andati a cena (da
Rosiello a Posillipo, N.d.T.), dando inizio a quello che sarebbe
divenuto un rituale quotidiano: vino, ottimo cibo, dessert,
amazzacaffè e conversazione. La cena in Italia comincia
di solito verso le otto di sera e si protrae per un paio d’ore.
Non ci si affretta, in Italia! Quando a Napoli si ordina il
pesce, te lo portano ancora crudo a tavola per la tua approvazione.
Di normalmente avremmo finito di cenare verso le undici e
non saremmo mai andati a letto prima di mezzanotte e mezzo
o l’una.
Mercoledì 30 novembre
Al mattino Randi e io siamo andati a visitare Pompei. Diluviava,
ma era l’unico momento possibile per andarci. Equipaggiati
con gli ombrelli, siamo stati portati a destinazione in macchina.
A Pompei abbiamo sguazzato tra le pozzanghere, ascoltando
una guida in cuffia. La cartina e le indicazioni non avevano
molto senso, per cui abbiamo vagato tra le rovine. È
interessante notare che il luogo infestato da cani randagi
(ma amichevoli). Pompei è un luogo irreale, molto bello
anche sotto la pioggia. Abbiamo pranzato in loco prima di
tornare a Napoli per prepararci alla presentazione, che si
è tenuta in una libreria in città (al Vomero,
libreria Guida, N.d.T.) con una buona partecipazione di pubblico
e una folta rappresentanza di scrittori amici di Andrea e
Sandro. Un gruppo di scrittori chiamato Napoli
Noir di cui fanno parte parecchie signore,
si è presentato compatto. Quella sera ho scoperto quanto
sono verbosi gli italiani! Le domande dal pubblico sembravano
lunghissime e i commenti duravano minuti. Andrea mi faceva
da interprete e si è dato molto da fare. Dopo la presentazione
siamo stati invitati a una cena meravigliosa, ospiti della
scrittrice Luciana
Scepi nel suo bellissimo appartamento con pavimenti
di marmo, alti soffitti e oggetti di antiquariato: tra gli
ospiti, oltre a noi sei, c’erano altri scrittori. Le
portate, tipiche della cucina napoletana, si susseguivano
incessanti. Abbiamo finito molto tardi, su di giri per l’alcool.
Giovedì
1 dicembre
Dopo colazione, con il miglior caffè che abbia mai
assaggiato, siamo andati alla stazione per prendere il treno
per Roma. A Napoli ci siamo separati da Sandro e Ada, che
avremmo ritrovato più avanti nel corso del tour, mentre
Andrea e Cristiana ci hanno accompagnati a Roma. Dopo esserci
registrati in albergo, siamo andati a cercare un posto in
cui pranzare. Roma è splendida, credo che sia la più
bella tra le città che ho visitato. È bizzarro
vedere rovine dei tempi antichi in mezzo a edifici moderni.
Ed è incredibile che ancora oggi si scoprano resti
dell’antichità tanto a Roma quanto nel resto
d’Italia. Il nostro albergo era a pochi passi dal Colosseo
e dal Foro. Se non ricordo male, il nostro pranzo quel giorno
è stato uno dei miei pasti migliori, a base di cannelloni.
Dopodichè Randi e io siamo andati al Colosseo, che
era già chiuso alle visite (l’ultima è
alle 15,30). Così abbiamo fatto un giro tra il Milite
Ignoto e la Fontana di Trevi. La presentazione di quella sera
si è tenuta in uno dei centri commerciali più
alla moda di Roma, in Galleria Alberto Sordi, e la libreria
(Feltrinelli, N.d.T.) era stupefacente. Non ho mai avuto una
presentazione tanto prestigiosa in tutta la mia vita. Anche
questa volta la partecipazione del pubblico è stata
notevole e si sono venduti un po’ di libri. Naturalmente
poi c’è stata la cena. E il vino. Ho già
detto come si mangia e beve bene in Italia?
Venerdì
2 dicembre
Al mattino tutti e quattro siamo andati in Vaticano per una
visita alle stanze di Raffaello e ala Cappella Sistina. Mozzafiato.
La maggior parte degli affreschi sono stati restaurati negli
ultimi dieci anni e sembrano dipinti la settimana scorsa.
Siamo entrati in San Pietro e abbiamo visto la Pietà
di Michelangelo, poi abbiamo deciso di salire in cima alla
cupola. Per la prima parte abbiamo preso l’ascensore,
poi abbiamo salito i trecentoventi scalini fino alla sommità.
La vista di Roma era spettacolare. Poi siamo andati a pranzo,
naturalmente, e siamo rientrati in albergo per un breve riposo
e un’intervista (con una troupe di RaiUno per il programma
di Marzullo, N.d.T.) Quindi Randi e io siano andati in cerca
di un Internet Cafè e a fare un po’ di shopping.
Per cena ci siamo trasferiti a Trastevere: è stato
magnifico, ci ha dato un assaggio, per così dire, di
com’è la vita a Roma fuori dalle zone turistiche.
Sabato
3 dicembre
Cristiana ha dovuto lasciarci per tornare a casa e al lavoro,
per cui da questo momento in avanti eravamo in tre, Andrea,
Randi e io. Siamo andati al Colosseo e questa volta siamo
riusciti a entrare. È stato anche meglio di Pompei:
una costruzione antica di duemila anni e ancora in piedi.
Mentre eravamo dentro si è scatenato un temporale:
l’eco dei tuoni all’interno del Colosseo e una
cosa che non si dimentica. Dopo aver esplorato la struttura,
abbiamo pranzato e siamo corsi a prendere il treno per Firenze.
Qui siamo stati accolti in un magnifico albergo (Montebello,
N.d. T.) e siamo andati a cena in centro. La città
era splendida, con le luci delle feste che luccicavano ovunque
e le vetrine dei negozi di moda che a Randi facevano venire
letteralmente l’acquolina in bocca. Alla nostra cena
ha fatto seguito la presentazione, l’unica del tour
alle nove di sera: credo che per questo il pubblico sia stato
modesto. Una persona. Oh, be’, non si può vincere
sempre. Si vede che a Firenze non legge nessuno… dipingono
e basta. Dopo volevamo un gelato, ma era tutto chiuso, nonostante
fosse sabato sera.
Domenica
4 dicembre
Questo è stato il giorno dedicato a esplorare Firenze.
Abbiamo cominciato con la visita alla Galleria dell’Accademia,
dove si trova, fra l’altro, il David di Michelangelo.
Molto spettacolare. Dopo un po’ mi sono stancato di
tutti quei dipinti medioevali che pure hanno affascinato Randi.
Contemplato il pisello di David, siamo andati a pranzo, abbiamo
mangiato un gelato assolutamente meraviglioso e siamo andati
alla Galleria degli Uffizi, uno dei musei d’arte più
antichi e famosi del mondo. Il quadro più famoso è
la Venere del Botticelli, ma io ho preferito la Medusa del
Caravaggio. Randi è stata rapita dall’Annunciazione
del Botticelli. Grandi opere in quantità. Dopodichè
il rituale serale di cibo e vino in eccesso. Ahhhh.
Lunedì
5 dicembre
Alla mattina avevamo un po’ di tempo sicché siamo
andati a visitare il Duomo, molto impressionante. Andrea e
io siamo andati a fare un po’ di acquisti (musicali,
Premiata Forneria Marconi in particolare N.d.T.) mentre Randi
entrava nel Battistero, noto per le sue porte scolpite. Dopo
pranzo siamo partiti in treno per Bologna, che Randi e io
abbiamo scoperto essere una bella città. L’abbiamo
vista solo di sera, ma inondata di luci natalizie si è
rivelata davvero magica. Alla presentazione (presso la Libreria
Mondadori, N.d.T.) c’era un bel pubblico, soprattutto
di fan di 007. Due autori del luogo, Pietro e Luca (da Modena,
curatori e coautori del volume MAI DIRE MAI A UN MARTINI DRY,
N.d.T.) erano presenti e ci hanno portato a cena: finalmente,
dopo una ricerca durata giorni e giorni, sono riuscito a mangiare
le lasagne alla bolognese, che anche Randi ha assaggiato,
insieme ai tortellini in brodo e alle pasta al ragù,
le tre specialità cittadine. Tutto meraviglioso.
Martedì
6 dicembre
Il momento di fare il lungo viaggio verso nord, fino a Courmayeur.
Abbiamo preso un treno per Torino, sei ore, (era il giorno
delle proteste per il TAV, N.d.T.) dove abbiamo trovato un’auto
ufficiale del Noir in Festival
che ci ha portato a destinazione: altre due ore, il traffico
era intenso. Siamo arrivati a Courmayeur alle cinque del pomeriggio.
Durante una breve tappa all’ufficio del festival, ho
scoperto che dovevo essere pronto a vedere il primo film in
concorso, con il resto della giuria, alle sei! Ci siamo precipitati
in albergo, il Gran Baita, dove erano alloggiati tutti i membri
della giuria e altri VIP. Un po’ fuori mano per i miei
gusti, ma probabilmente perché così i giurati
non rischiavano di essere molestati dai paparazzi e giornalisti.
A coordinare ogni movimento era Edith Guntert, una meravigliosa
signora svizzera che ricopre il ruolo di “segretaria
della giuria”. C’erano auto a nostra disposizione
per andare e venire dall’albergo a qualsiasi ora del
giorno, ovunque volessimo dirigerci. La giuria cinematografica
consisteva, a parte me, dello scrittore americano Jeffery
Deaver (IL COLLEZIONISTA DI OSSA e altri romanzi) dell’attore
Val Kilmer (THE DOORS, TOMBSTONE,
BATMAN FOREVER, HEAT, WONDERLAND, ALEXANDER e molti altri
film), dell’attrice ceco-italiana Barbora
Bobulova (CUORE SACRO, LA CITTADELLA, LA RADIO, N.d.T.)
e della produttrice cinematografica svizzera Tiziana
Soudani. Dopo un rapido passaggio in albergo, Randi
e io ci siamo uniti al resto della giuria per essere trasportati
al Palanoir per la prima proiezione. Sul pulmino Randi si
è seduta accanto a Val Kilmer. Il compito della giuria
era di vedere le dieci pellicole ufficialmente selezionate
al festival e scegliere il miglior film, il miglior interprete
(attore o attrice), con l’opzione di un Premio Speciale
(per un regista, sceneggiatore, operatore o altro). Il primo
film era una pellicola spagnola intitolata AUSENTES
(“Gli assenti”), un thriller psicologico in cui
una donna non riesce a vedere nessuno in città a parte
la sua famiglia. Alla proiezione è seguito un ricevimento
cui hanno partecipato tutti gli ospiti del festival. Dopo
cena la giuria ha assistito a un’altra proiezione: RETURN
TO SENDER, una coproduzione anglodanese diretta da
Bille August con Aidan Quinn, Connie Nielsen e Kelly Preston
(sceneggiatura di Purvis e Wade, autori degli script degli
ultimi film di 007, N.d.T.) Ottimo.
Mercoledì
7 dicembre
Mi sono svegliato con il raffreddore. Le camere in albergo
erano troppo calde, mentre fuori faceva freddo, sicché…
Quella mattina Randi doveva partire: una macchina l’avrebbe
portata a Milano (da cui sarebbe ripartita per Chicago il
giorno successivo, N.d.T.) Quanto a me, dovevo presenziare
alla conferenza stampa del festival a mezzogiorno, con la
giuria al completo, seguita da alcuni degli scrittori ospiti
d’onore. Un sacco di paparazzi, giornalisti, fotografie.
Da lì ho cominciato una serie di interviste che si
sarebbero susseguite sporadicamente nel corso della settimana
appena c’era un momento libero. Giornalisti giunti da
tutte le parti volevano parlare con me, Jeffery Deaver e Val
Kilmer (che declinava qualsiasi intervista). Io ero bel lieto
di parlare con tutti, naturalmente. Quella sera abbiamo visto
due film: il primo è stato PUSHER
3, realizzato in Danimarca ma con un cast di croati,
intenso, violento, con uno straordinario attore serbo di nome
Zlatko Buric; e dopo cena SEPARATE LIES,
film britannico con Tom Wilkinson, Emily Watson e Rupert Everett.
Giovedì
8 dicembre
Ero ancora in misere condizioni, ma non ero il solo nella
giuria: entro la fine della settimana saremmo stati in parecchi
ad avere il raffreddore. Forse c’era un’epidemia.
Era un giorno impegnativo, in cui ci toccavano tre film, il
primo dei quali alle dieci del mattino: THE RED SHOES, una
pellicola coreana nella tradizione dell’horror orientale
sul genere del RING giapponese. Dopo pranzo e altre interviste,
un po’ di requie e poi i due film migliori di tutto
il festival: lo spagnolo SIETE VIRGENES,
una specie di Y TU MAMA TAMBIEN incrociato con DINER, con
un pizzico di crimine, e il favoloso ADAM’S
APPLES, un film danese indescrivibile, divertente,
toccante, violento e pregnante, davvero impressionante.
Venerdì
9 dicembre
Alacrán ha organizzato la mia conferenza stampa personale
all’interno del festival, che si è tenuta ale
12,15. La sala (Jardin de l’Ange, N.d.T.) era stracolma
e tutto è andato molto bene. Un sacco di fotografie
e interviste supplementari hanno fatto seguito alla conferenza
stampa. Per fortuna mi sentivo meglio e cominciavo a liberarmi
del raffreddore. I film della sera erano una pellicola polacca
intitolata PITBULL, una durissima
storia vera sulla squadra omicidi di Varsavia, e LES
AMES GRISES (“Le anime grigie”, tratto
da un bellissimo romanzo di Philippe Claudel, N.d.T.), un
film francese con ambientazione “d’epoca”.
Domenica
10 dicembre
Il giorno è cominciato con la nostra ultima proiezione,
PIANO 17, un thriller italiano
di azione e suspense diretto dai Manetti Bros., registi cult
in Italia. Poi è seguito un pranzo con Giorgio
Gosetti, uno dei direttori del Festival, prima che
la giuria si riunisse per decidere i vincitori. Non è
stato difficile accordarsi: ci siamo trovati unanimemente
d’accordo. Poi ho avuto un’altra intervista televisiva
e infine una cena elegante cui hanno partecipato molti ospiti
del festival. Quella notte, all’una, sono stato ospite
a un’edizione notturna di TUTTI
I COLORI DEL GIALLO, programma nazionale molto popolare
di Luca Crovi, trasmesso in diretta
dal festival. Luca è un bel personaggio, come la sua
spalla Seba Pezzani. Tra gli ospiti
c’era anche Jeffery Deaver. Intanto Val Kilmer aveva
tagliato la corda dal festival: aveva detto a tutti che avrebbe
tenuto un party dalle ventitrè in avanti, ma all’ultimo
momento ha cancellato tutto e se n’è andato.
Domenica
11 dicembre
Ho partecipato a un convegno intitolato IL
NOIR AL POTERE, con diversi autori italiani e lo scrittore
americano Will Christopher Baer (BACIAMI GIUDA, N.d.T.) Una
parte del convegno trattava del noir in altri mezzi di comunicazione
al di fuori dei libri e dei film e io ho parlato di computer
games. Dopo il convegno ho partecipato a un’altra trasmissione
di TUTTI I COLORI DEL GIALLO con Luca Crovi che è andata
benissimo. Quella sera c’era la cena di chiusura, durante
la quale un gruppo teatrale si esibito (sfortunatamente in
italiano) in un radiodramma di Ellery Queen. Avevamo tutti
delle schede su cui indicare chi secondo noi fosse l’assassino….
e il nostro tavolo ha indicato Val Kilmer. Dopo cena c’è
stata la grande cerimonia di premiazione. La giuria (noi quattro
che eravamo rimasti) è salita sul palco. Ma prima…
ho suonato il pianoforte per tutto il pubblico del festival.
Giorgio Godetti e Marina Fabbri, i direttori, mi avevano sentito
suonare nel salone dell’Hotel Royal e mi avevano chiesto
di esibirmi. Ho suonato la mia composizione “Rudimentary
Rag” e il famoso tema di Ennio Morricone da C’ERA
UNA VOLTA IL WEST che ha fatto venir giù il teatro.
Poi Jeffery ha annunciato i vincitori… Premio
Speciale a Patryk Vega per la regia di PITBULL, premio come
miglior attore a Zlatko Buric per PUSHER 3 e, come miglior
film, a ADAM’S APPLES. Il premio del pubblico è
andato a PIANO 17 e ai Manetti Bros. Dopo
la cerimonia è stato proiettato fuori concorso il nuovo
film di David Croneneberg, A HISTORY OF
VIOLENCE, con Viggo Mortensen. Poi i festeggiamenti
sono proseguiti fino alle ore piccole.
Lunedì
12 dicembre
Andrea e io, insieme all’interprete del festival Carla
Bellucci, siamo stati portati in macchina a Milano. Mi sono
registrato all’Admiral Hotel che è anche la sede
dello “007 Admiral Club” (www.admiralhotel.it/007)
e brulica di Bond-memorabilia. Un sacco di Bond-memorabilia.
Dal momento che non c’erano programmi per il resto della
giornata, sono andato a fare shopping. Quella sera Andrea
e Sandro mi hanno portato in uno straordinario ristorante
specializzato in pesce. Ho ordinato linguine all’astice
pensando che fosse pasta a sugo di astice. In realtà
era un piatto di linguine con un ASTICE sopra. Splendido!
Martedì
13 dicembre
Abbiamo cominciato con un’intervista radiofonica a Milano
(Circuito Marconi, dalla postazione allestita alla libreria
San Paolo in piazza Duomo a Milano, N.d.T.), abbiamo pranzato
e poi abbiamo preso il treno per Como, bella località
sul lago omonimo, non lontano da Milano, per partecipare a
un popolare talk show (“Al 9000” su Espansione
Tv, N.d.T.). Siamotornati a Milano piuttosto tardi.
Mercoledì
14 dicembre
La mattina è cominciata con un’altra intervista
(per “Men’s Health”, N.d.T.) dopodichè
Andrea e io siamo andati a vedere L’Ultima Cena di Leonardo
da Vinci. La presentazione di quella sera è stata in
una grandiosa libreria (Mondadori di via Marghera, N.d.T.)
nel cui auditorium c’era solo posto in piedi. Questo
grazie al fatto che Sandro aveva arruolato come relatore una
grande rockstar italiana: Elio di “Elio
e le Storie Tese”, l’equivalente italiano
di Frank Zappa. Un tipo molto simpatico, della cui musica
mi sono innamorato (ho comprato alcuni dei suoi CD…
e altri me ne ha regalati lui). Gli interventi dal pubblico
erano più scherzosi del solito e c’era una gran
quantità di paparazzi e giornalisti. Dopo la presentazione
siamo tornati all’Admiral Hotel per il “Wine Bond
Party”. Un fan di 007 ha portato una vera Aston Martin
DB5, parcheggiata di fronte all’albergo. È venuto
anche il mio amico Pierre Rodiac (con cui avevo fatto il mio
tour della Corsica nel 2000) è venuto dalla Francia.
Anche questa volta ho suonato il pianoforte: questa volta
la mia Bond Suite, che ha riscosso molto successo. Sandro
mi aveva preparato un’altra sorpresa: l’apparizione
di un altro musicista, di nome Mauro Pagani,
membro della Premiata Forneria Marconi, band italiana
di progressive rock nata negli anni Settanta, di cui sono
un grande fan. È stato un piacere conoscerlo. Poi ho
dovuto salutare tutti i miei amici. È stata una grande
esperienza. In Italia sono una specie di star. Mille grazie
ad Andrea, Sandro, Verena e tutti quanti ad Alacrán
per aver reso possibile tutto questo.
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