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RAIMONDO DI SANGRO: I DUE VOLTI DI UNA LEGGENDA
di Giuseppe Cozzolino & Enzo Sarno
Quando
si tenta di penetrare nei mille misteri di una città
tutt'altro che prevedibile come Napoli, è impossibile
non imbattersi in lui. Don Raimondo di Sangro, duca di Torremaggiore
e principe di Sansevero (nato nel 1710 e morto nel 1771) fu
tra i massimi scienziati napoletani: chimico, pittore, studioso
di medicina e cento altre discipline. Figura che ha attraversato
l'intero Settecento napoletano e che seppe attirare/irretire
alcuni degli ingegni di maggior livello d'Europa.
Ma la sua biografia ed opere divennero anche un concentrato
delle leggende più nere e tenebrose.
La sua figura può tranquillamente raffrontarsi a quella
del conte di Saint Germaine e di Cagliostro. Tutt'e tre legati
a un secolo cosiddetto "dei lumi", ma che di frequente
ricorreva a conoscenze proibite e a rituali di magia nera.
La fama oscura di Raimondo di Sangro è alimentata dalle
famose macchine anatomiche custodite nella Cappella S. Severo
(nel cuore di Napoli) che, secondo alcuni, sarebbero stati
due schiavi vetrificati grazie ad un apposito siero; secondo
altri una perfetta ricostruzione artificiale fatta con fil
di ferro e cera d'api. E dal raccontino popolare riportato
anche da Benedetto Croce in cui aveva previsto la propria
resurrezione dopo morto, ma per un banale errore cadde in
pezzi con gran spavento dei suoi servi.
Di Sangro era innanzitutto a conoscenza di incredibili segreti
scientifici, inerenti la fabbricazione di stoffe particolari
e mai viste prime, ma anche marmi straordinari (il caso del
Cristo velato). Le sue scoperte spaziano dalla tipografia
simultanea a più colori (irrealizzabile con le cognizioni
dell'epoca) alla balistica, alle proprietà dei metalli,
alla decifrazione di linguaggi esoterici usati degli Indios
del Perù, a preparati che indurivano le materie molli
metallizzandole e pietrificandole (alcuni marmi esistenti
nella sua celebre cappella sono di origine alchemica) o rendevano
"a freddo" plastico il ferro e altri metalli. Conoscenze
che, ancora oggi, frutterebbero fama e ricchezza incalcolabili
a chi ne fosse in possesso.
Di questo personaggio si è scritto tantissimo, finendo
con l'ispirare anche la fiction e i fumetti (chiunque abbia
letto il bonelliano "Martin Mystere" di Alfredo
Castelli, sa di cosa parliamo). Eppure non ha ancora raggiunto
la notorietà di altri protagonisti del Mistero e dell'Occulto.
S.Severo sarà uno dei numi tutelari di questo sito
e anche uno dei comprimari di una delle nostre serie di racconti
(Hildegarde & Asmodeus). Il fascino oscuro e l'ingegno
luminoso di questo straordinario avventuriero dell'Ignoto
non smetterà mai di ispirarci.
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